Le dimissioni di Carlo Corvino dal consorzio idrico rappresentano non solo un gesto di coerenza ma un segnale importante di ‘buona politica’ dove per buona politica deve intendersi una politica senza macchie e sospetti di compromissioni. Solo in una provincia moralmente devastata un sindaco due volte indagato dalla Dda, puntellato da un manipolo di consiglieri manigoldi, potrebbe ancora permettersi il lusso di fare il bello e il cattivo tempo nei carrozzoni della politica. Mi auguro fortemente che al gesto di Corvino seguiranno altre prese di coscienza dello sfacelo politico in atto da decenni al comune di Caserta, sfacelo certificato da due dissesti consecutivi pagati, ovviamente, dai casertani.